Le bacche di mirto provengono dall’omonimo arbusto sempreverde, una pianta spontanea tipica del bacino del Mediterraneo. Il mirto cresce rigoglioso nelle zone costiere e collinari e rappresenta una delle essenze più caratteristiche della macchia mediterranea. E’ particolarmente diffuso e radicato nella tradizione gastronomica della Sardegna e della Corsica, dove viene utilizzato da secoli sia in cucina sia nella preparazione di bevande aromatiche.
Oltre alle bacche, del mirto si raccolgono anche le foglie, preferibilmente quando sono giovani e tenere, poiché più profumate. Le foglie sono disponibili tutto l’anno e sprigionano un aroma intenso, pungente e balsamico. Le bacche di mirto, invece, si raccolgono a piena maturazione, quando assumono una colorazione nera e lucida. Il loro sapore è resinoso e deciso, con note aromatiche che ricordano il ginepro, rendendole ideali per preparazioni dal carattere marcato.
Nella tradizione sarda, le bacche di mirto sono l’ingrediente principale del celebre liquore al mirto, ottenuto tramite infusione alcolica. Meno diffuso, ma altrettanto tradizionale, è il mirto bianco, preparato utilizzando le foglie al posto delle bacche, che conferiscono un profilo aromatico più delicato e balsamico.
In cucina, il mirto è apprezzato per la sua versatilità. Le foglie sono spesso utilizzate per aromatizzare carni arrosto come maiale, pollo, manzo e selvaggina, soprattutto durante cotture lente e prolungate. Inoltre si utilizzano anche per pesce al forno o alla griglia, spesso inserite nella cavità o come letto di cottura.
Le bacche, grazie al loro gusto più intenso, sono ideali per arrosti, salse, marinature e stufati, ma trovano impiego anche in dolci e confetture, dove regalano un aroma profondo e caratteristico. Oppure per aromatizzare formaggi, pane e focacce, oppure impiegate in infusi, sciroppi e distillati.



