La lavanda è una degli arbusti più conosciuti ed apprezzati dell’area mediterranea, celebre per il suo profumo intenso e il caratteristico colore viola dei fiori. E’ coltivata anche su larga scala per l’estrazione dell’olio essenziale, in vasti appezzamenti che disegnano paesaggi iconici, come quelli della Provenza. Oltre al suo valore ornamentale, la lavanda è utilizzata da secoli in diversi ambiti, dall’aromaterapia alla cosmetica, fino alla cucina.
Di questa pianta esistono due tipologie molto diffuse: la lavanda vera (Lavandula angustifolia) e il lavandino, un ibrido naturale. La lavanda vera è apprezzata soprattutto per la qualità del suo olio essenziale, ottenuto dai fiori. Pur avendo una resa inferiore rispetto al lavandino, produce un olio dalle note olfattive morbide, floreali e delicate, poco canforate. Per queste caratteristiche è la varietà più utilizzata in aromaterapia di qualità e la più indicata anche per l’uso culinario.
Il lavandino, invece, è coltivato principalmente a livello industriale per l’elevata resa di olio essenziale e per il suo maggiore sviluppo vegetativo. Il suo profumo è più intenso e deciso, con una componente canforata più marcata. Per questo motivo è largamente impiegato in cosmetica, nei prodotti per la pulizia e nelle profumazioni per ambienti.
In cucina la lavanda può essere utilizzata sia in preparazioni dolci che salate, prestando attenzione alle dosi. I fiori essiccati sono ideali per aromatizzare pane, biscotti, dolci, torte e dessert, ma trovano spazio anche in cocktail, sciroppi e infusi. In ambito salato, la lavanda si abbina bene a formaggi, carni come pollo e agnello, marinature, pesce e patate, donando alle ricette una nota floreale elegante e originale.


