Il timo è un piccolo arbusto perenne che forma cespugli compatti, con foglie minute, verdi e leggermente pelose. E’ originario del bacino del Mediterraneo e cresce spontaneamente nelle zone aride e soleggiate. Fa parte delle erbe aromatiche simbolo della cucina mediterranea ed è una delle erbe più utilizzate in cucina grazie al suo aroma intenso e versatile. Ha un profumo erbaceo e balsamico, con note resinose e un sapore deciso.
La varietà più utilizzata in cucina è il timo volgare (Thymus vulgaris), ma esistono molte altre tipologie con aromi particolari, come quello al limone, all’arancio o all’anice. In Medio Oriente lo ritroviamo in miscele aromatiche tradizionali: nel famoso za’atar, tuttavia, l’erba principale non è il timo europeo, bensì l’origano siriano (Origanum siryacum). Fuori dal Levante, dove questa pianta è meno reperibile, viene spesso sostituita con il timo. E’ per questo che in molte versioni moderne il timo sembra l’ingrediente principale.
Il timo può essere consumato sia fresco sia essiccato. Nella maggior parte dei casi si utilizza essiccato, perché in questa forma sviluppa un aroma più concentrato e resiste meglio alle cotture prolungate. La raccolta avviene di solito poco prima o durante la fioritura: i rametti si legano in piccoli fasci e lasciati essiccare in un luogo ombreggiato e ben areato.
In cucina è impiegato quotidianamente per aromatizzare salse, minestre, stufati, piatti di pesce e carne, formaggi, sughi a base di pomodoro, legumi, patate e verdure estive. E’ ideale anche per profumare olio, burro e aceto. Nella maggior parte delle ricette quotidiane, il timo è l’erba scelta proprio per la sua capacità di insaporire senza coprire gli altri ingredienti.






